Un percorso lungo la memoria: 

Imagen 1: Portico delle Cariatidi. Erecteion. Acropoli di Atene.
Imagen 2
: Panteon Romano.
Imagen 3
: Amazzone. Fidia. Museo Capitolino. Roma.
Imagen 4
: Affresco. Villa dei Misteri. Pompei.
Imagen 5
: Interpretazione di una via romana.
Imagen 6: Ordine ionico.
Imagen 7
: Isola di Rodi. Grecia.

LA GRECIA E ROMA


CITTADINNANZA DI SECONDA CLASSE: GLI STRANIERI, LE DONNE E GLI SCHIAVI

Nella zona del mediterraneo, culla della civiltà occidentale, il mondo greco-romano fu quello che dette origine al concetto di città (polis), intesa non solo come raggruppamento ordinato di gente, edifici e spazi, ma nel senso più ampio di partecipazione cittadina basata sull'uso della parola, strumento politico per eccellenza, e che assegna ad ogni individuo una funzione precisa e un luogo determinato.

La donna appartiene al dominio del privato (oikonomia) e non le è consentito accedere all'assemblea né esprimere il suo parere su argomenti di interesse pubblico. Ogni volta che lo fa viene considerata come individuo trasgressore che porta disgrazie per la comunità.

La donna non ha anima,” dice Aristotele “e il suo migliore adorno è il silenzio”. Non può alzare in pubblico la sua voce ed è considerata come cittadina di seconda categoria, assieme agli schiavi e agli stranieri che vengono privati del diritto della parola. L'uomo è l'unico cittadino a pieno diritto o soggetto politico.

La donna partecipa alla costruzione della città e della società esclusivamente attraverso il suo ruolo di madre riproduttrice della specie, persona che accudisce bambini e bambine, persone malate e anziani e mantiene il fuoco della casa e delle tradizioni.

Quando le donne accedono all'ambito pubblico lo fanno vicino alle fontane, dove raccolgono l'acqua per bere, al mercato, dove comprano gli alimenti da consumare, presso i lavatoi o partecipando a specifici riti religiosi a loro accessibili. Non possono accedere al ginnasio, al foro o all'assemblea e i bagni sono di categoria inferiore rispetto a quelli maschili. Le sole donne pubbliche che accedono ad altri luoghi proibiti, sono le prostitute o donne considerate indecenti.

Lo spazio pubblico rappresenta l'essenza della città. Come simboli di rapporto, di partecipazione solidale e di dibattito tra la cittadinanza, l'agorà  greco o il foro romano sono luoghi di incontro dove si sviluppa dialetticamente lo spazio pubblico che dà origine alla società occidentale. Città e società sono concetti molto simili, basati sull'educazione, sulla parola e sulla ragione argomentata (logos) in cui la donna non può entrare, non è degna di essere ascoltata, in quanto essere infantile e inferiore e rimane al margine della città come entità politica.

Esistono eccezioni che confermano la regola come la celebre matrona romana Ortensia, che, spezzando le norme prestabilite, irrompe nel foro per difendere la pace: “Uomini di Roma”, esclama, “perché dobbiamo pagare le imposte se non partecipiamo alle cariche, agli onori, ai posti militari né, in poche parole al governo per il quale lottate con risultati così funesti?”

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